
Fortunato Depero, Copertina di News Auto Atlas, 1930
di Chiara Quinzii, Diego Terna
Mentre stavamo scrivendo un testo sull’incredibile deficit progettuale della città di Milano nei confronti di una mobilità alternativa al traffico veicolare privato, il 6 Novembre 2011 un ragazzo di 12 anni è morto a causa dai traumi riportati dall’impatto con un tram.
L’incidente è stato causato dal parcheggio in seconda fila di una serie di automobili, che ha portato il ragazzo ad accentrarsi nella carreggiata, ed all’improvvisa apertura della portiera di una di queste, che lo ha obbligato a scartare nuovamente verso il centro, dove sopraggiungeva un tram.
Prima che l’emozione dolorosa per questa ingiusta morte venga presto dimenticata, come spesso accade in Italia, sarebbe stato auspicabile vedere, ai funerali del ragazzo, i sindaci delle passate amministrazioni comunali (come massimi rappresentanti di una intera cittadinanza che li ha assecondati negli anni), a spiegare le ragioni di una progettazione urbana che ha sempre, decisamente, favorito la mobilità delle auto private a scapito dei mezzi pubblici, delle biciclette, dei pedoni.
Questo avvenimento, per quanto sfortunato, era infatti assolutamente prevedibile e, se non vogliamo fare del ragazzo un numero legato ad un mero calcolo delle probabilità, sarebbe necessario che si presentasse anche l’attuale sindaco, a farsi ufficialmente carico di un cambiamento, che azzeri le possibilità che fatti del genere possano ancora accadere.
Ciò vuol dire che Milano, se non vuole vedere altre persone morte a causa di un traffico stradale incontrollato o, molto più lentamente, a causa dei danni da inquinamento, deve cambiare radicalmente il proprio approccio alla mobilità, passando da una visione totalmente a favore dell’auto ad un immaginario in cui questa diventa uno dei tanti (il meno importante, magari) tipi di traffico presenti sulle strade cittadine.
Il testo che segue è una breve riflessione bloccata dall’avvenimento e poi ripresa, come una delle tante voci che hanno parlato dopo quanto è successo.
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