per un manifesto dei perdenti

by diego terna

oggi ho scoperto che giovanni lindo ferretti è diventato cattolico, fervente cattolico, e che ha votato destra, oltre ad aver partecipato al meeting di rimini di comunione e liberazione.

ora, che lui sia diventato cattolico, o semplicemente che sia ritornato ad essere religioso, sono cazzi suoi.
ma il fatto che abbia votato a destra e, soprattutto, se la sia fatta con comunione e liberazione, io lo trovo intollerabile. intollerabile per me, naturalmente. che ci posso fare?

non che sia mai stato un mio personale mito. ho scoperto da poco alcuni suoi dischi. mi piacciono molto i concerti acustici, o le performance fatte in ricordo di beppe fenoglio. in cui mi pare di leggere una lieve poesia, una musica sottile.
alla fine bisogna valutare l’opera, mai la persona. questo è vero.
ma è un bel colpo.

e fa il paio con le ultime elezioni.


in cui pare che nessuno ci abbia capito molto, se non la lega.
la lega non è composta solo da buzzurri razzisti. borghezio, che non sembra, apparentemente, una grande mente, va in francia a dare lezione ad un gruppo di neonazisti su come infiltrarsi nella politica legale, spacciando il proprio partito come un movimento di protesta territoriale.
ecco. poi vedo queste elezioni e di nuovo faccio il paio.
la lega non é un movimento di buzzurri: è un partito che pensa, che si muove con uno scopo, che sa attendere. fino a raggiungere questo scopo.
che a me non è molto chiaro, devo dire, se non banale sete di potere, mascherata dai riti pagani, dal federalismo, dal rifiuto degli stranieri.

però io non capisco una cosa.
non sono mai stato di sinistra, i miei genitori non mi hanno mai mostrato la propria fede politica. sono nato a brescia. ho vissuto tutta la mia infanzia fino alla maggiore età in un paese che non è altro che periferia di brescia. ho frequentato un istituto tecnico. quando berlusconi è sceso in politica avevo 15 anni.
e ho pensato: cazzo, questo qua fa il culo a tutti quei politici di merda (finale del periodo di tangentopoli).

ricapitolando: tangentopoli, 15 anni, istituto tecnico, periferia di brescia, zero background politico.
Lasciatemi passare che non abbia fatto una grande analisi politica, a quel tempo.
Poi sono cresciuto e tante persone eccezionalmente intelligenti, etiche, critiche, mi hanno mostrato altri, semplici, punti di vista.

sono passati 15 anni, più o meno. e da un po’ di anni a questa parte non voterei la coalizione di destra neanche se mi pagassero. non l’ho mai votata d’altronde.
non perchè io sia di sinistra. non perchè sia particolarmente affascinato dal comunismo, dal socialismo, da non so cosa.
d’altronde non penso neppure di essere di destra.

e, molto banalmente, credo che la scelta politica, al giorno d’oggi, sia solo scegliere chi sia il meno peggio. nient’altro purtroppo, o per fortuna.

ci vuol ancora molto perchè ci sia una qualsiasi rivoluzione dal basso, in politica: la mia generazione vive ancora sulla ricchezza dei propri genitori, e non è focalizzata sui problemi sociali che prova sulla sua pelle. se negli anni 60 i trentenni fossero stati tutti assunti a partita iva (assunto e partita iva dovrebbero essere termini opposti), non avessero avuto alcuna speranza di una pensione futura, non avessero avuto alcun ammortizzatore sociale, niente ferie pagate, niente licenziamento per giusta causa, niente tredicesima, niente straordinari, un rapporto stipendio/costo della casa (dell’auto, del cibo, dell’asilo nido…) ridicolo, ecco, io credo che loro avrebbero smesso di lavorare fino ad ottenere i propri diritti.

la nostra generazione non ce la fa. forse siamo pigri, forse siamo ricchi, siamo cresciuti molli tra le carezze dei genitori, forse abbiamo semplicemente paura.
oppure ci hanno tolto quello che dall’800 a oggi si era faticosamente costruito: la cooperazione tra deboli, il sindacato, la possibilità di protestare.
o forse noi, e la classe politica attuale, ci siamo rincretiniti: guardando la tv, navigando su internet, giocando alla playstation, alla wii, scaricando le applicazione per iphone.

non abbiamo le ferie pagate, ma abbiamo l’iphone. magari è un po’ retorica, come cosa da dire. però mi pare significativa.

insomma. non so dove voglio arrivare. è solo che ad ogni elezione rimango sgomento. perchè è sicuro che a destra come a sinistra ci sono delle persone per bene e dei farabutti. che ci sono delle facce di merda nel pdl e nel pd. che grillo e santoro possono sembrare cantori delle libertà, ma a me mettono dei grossi dubbi. che feltri gioca sporco e che repubblica si è vista obbligata a giocare sporco pure lei. che io non vorrei sapere se marrazzo va a trans e berlusconi se la fa con le ragazzine appena maggiorenni.

però a tutto c’è un limite. c’è un limite che arriva a bassolino, ma c’è anche un limite che arriva all’igienista dentale del premier.
e c’è un limite all’ipocrisia. che se la carfagna è il ministro delle pari opportunità e poi toglie il patrocinio al gay pride, c’è un problema, e non ho ancora chiesto con quale qualifica la carfagna sia ministro della repubblica.
d’altronde mi chiedo anche in che maniera il figlio di bossi, 21 anni, e non so se ancora diplomato, possa farsi eleggere senza alcun problema nel consiglio regionale della lombardia. e, cazzo, non stiamo parlando di un povero cristo che non ha potuto studiare ma si è sempre dato da fare con la politica. e che è? il sindaco peppone che diventa deputato?

quindi io rispetterei le scelte di tutti, se motivate. e comprendo lo schifo verso la politica, ma uno mi deve dare delle buone ragioni.

quello che davvero non capisco è perchè seguitare a votare il centrodestra. io vorrei davvero chiederlo a chi ha dato il proprio voto a questa coalizione. mi spieghino perchè.
però non voglio sentire neanche una parola sul comunismo, perchè sappiamo bene che è una stronzata.
non voglio sentire una parola sulla supposta inettitudine dello schieramento opposto.

rendiamoci conto di una cosa: i governi berlusconi si sono succeduti quasi ininterrottamente per 16 anni, a parte delle brevi parentesi che in totale sommeranno 3-4 anni di governo di centrosinistra.
e, io mi chiedo, in questi 16 anni, mi trovo a vivere in un paese migliore?
per favore, nessuno mi dica che sarebbe stato peggio con la sinistra: chi può affermarlo oggettivamente? non ci sono prove.

rimaniamo ai fatti.
16 anni.
e io vedo alcune cose che non mi piacciono. diciamone una grossa che ha fatto la sinistra, così ci togliamo subito il peso: l’indulto. grandissima cazzata, non a caso partorita dalla mente di mastella.
bene. poi?
16 anni.
diciamo le cose che mi piacciono, allora. da parte dei governi berlusconi: la patente a punti e il divieto di fumo nei locali. la spazzatura a napoli? ok, mettiamola, però non scordiamoci che l’emergenza non è scomparsa nel nulla.

poi?

io davvero mi chiedo: è così tanta l’insopportazione verso la sinistra che tutti i condoni fatti dalla destra passano via lisci? e così lo scudo fiscale?
con questi provvedimenti il governo dice: hai fatto una cosa illegale. punto. mo’ te la saniamo. un effetto distruttivo. così, perchè dovrei sentirmi anche solo obbligato dalla legge a fare qualcosa di legale? se non ho etica mi basta farlo. poi ci penserà il condono.

pensiamo all’evasione. in quel fugacissimo momento di governo di centrosinistra si ipotizzava ciò: siamo il paese con un tasso di evasione fortissimo, il pagamento in nero è un male endemico. che si può fare? si può fare che tutti i pagamenti oltre una certa cifra si debbano versare attraverso bonifici bancari. trasparenti. certo, ne va della privacy, aumentano i costi, magari si favoriscono le banche. ma, cazzo, tutte cose minori se in qualche maniera riusciamo a debellare o almeno combattere l’evasione. perchè questo non va bene? lo chiedo davvero con l’ingenuità del bambino.

Io, davvero, vorrei l’elenco delle cose fatte dai governi berlusconi fino ad oggi, da ritenere oggettivamente positive. e non perchè ce l’abbia con berlusconi: quelli sono fatti miei, a me sta pure un po’ antipatico luttazzi, per dire …
è che tutta la mia vita da elettore, tutta!, l’ho passata con berlusconi al governo.
non ho altro metro di paragone.

io sono fermo qui, marzo 2010, 30 anni, a milano, ad osservare la mia vita in rapporto alla mia nazione.
e non ci vedo un cazzo di cui andare orgoglioso, che non si riduca al cibo, a michelangelo, alle cinque terre.
io vorrei che qualcuno mi prendesse per mano e mi dicesse: questo! questo è quanto di buono c’è in italia! ma non voglio andare dalla ong che salva i bambini in cambogia, neanche alla piccola impresa di due persone che vende i cestini in canapa negli states, o alla ragazza madre che alleva 5 bambini. tutte cose meravigliose, ma io voglio vedere una cazzo di scuola che il mondo ci invidia, una architettura contemporanea che attira i turisti, un politico di spicco arrestato per tangenti, un’inchiesta giudiziaria che non cada in prescrizione.
e non ne voglio vedere una di ognuna. ne voglio vedere tante, tante quante ne vedrei in spagna, in francia, in giappone, in india, in brasile…
e voglio che una di queste cose per cui andare orgoglioso (non una, tante) sia dovuta a una cazzo di legge fatta dal governo berlusconi.

esiste? esistono? ditemele, fatemele vedere.

io, per ora, vedo: casette prefabbricate in periferia all’aquila, di classe a energetica, di classe z architettonica, con il centro della città ancora a pezzi; condono edilizio; eliminazione della dia; scudo fiscale; prescrizione di reati; ritorno all’energia nucleare; riduzione incentivi alle energie rinnovabili; università 3+2 (o devo chiamarla scuola superiore?); e se mi mettessi a parlare di architetture ci sarebbe di che spararsi nelle palle.

e, magari mi ripeto, non me ne frega un cazzo del pd, ma come è possibile che uno non dica: non sono di sinistra, ma in 16 anni i risultati sono questi, quindi per disperazione provo a far governare il centro sinistra e vediamo cosa succede.
poi magari scopriamo che è pure peggio. ma scopriamolo, per favore.
qualcuno, se ha voglia, mi faccia sapere.

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