specie di libri #9: Villa Müller

by diego terna

 

L’esterno di Villa Müller è un volume severo, che si erge nel pieno di un distretto residenziale di Praga come una voce solitaria in un coro di numerose banalità. Un volume che pare non lasci spazio all’immaginazione, senza colore, di un ordine ferreo.

Avvicinandosi, l’ingresso ci fa capire, però, che qualcosa non quadra: il rivestimento in travertino dell’alto zoccolo si piega, deformandosi e trasformandosi in una panca, inquadrando una finestra e una porta. Il candore dell’esterno, rigido e squadrato, qui si inceppa, come mostrando un presagio di ciò che ancora deve apparire.

E così, varcando la soglia della casa, ci accoglie un’esplosione di colori, di texture, di materiali, che pare trattenuta a forza dal limite bianco dell’esterno, che riesce, nonostante lo sforzo, a non mostrare nulla del turbinio interno, lasciandolo nascosto, segreto.

Di Villa Müller si può analizzare il sistema spaziale, di strabiliante attualità, o soppesare le parole di “Ornamento e delitto” alla vista del sistema decorativo, così marcato, della casa.

Oppure, ancora, è possibile compilare una raccolta di piccole fotografie che ritraggono ogni possibile dettaglio della villa: è quanto fa Maria Szadkowska che, nel 2007 pubblica il libro Müllerova vila. Detaily, con fotografie di Markéta Othová e Martin Pollák.

Una lista che racchiude totalmente l’architettura traducendola in una somma di microcosmi che,  tutti assieme, raccontano di un edificio che non finisce di stupire mano a mano che l’inquadratura rimpicciolisce il campo e si concentra su oggetti di piccole dimensioni: una maniglia, una lampada, l’attacco ceramico fra pavimento e parete.

E’ un modo di raccontare il costruito che elimina lo spazio, scomponendolo in componenti potenziali, che riescono qui, nel progetto di Loos, a riportare ad una spazialità insita in loro stessi, ritornando, nuovamente, all’architettura.

speciedilibri@gmail.com

Advertisements