specie di libri #10: Christopher Orr

by diego terna

Fino al 29 Gennaio 2011, alla Galleria Hauser & Wirth di Zurigo, si tiene una personale dell’artista scozzese Christopher Orr.

Grandi muri grigi, nei quali navigano piccoli quadri dipinti con tinte scure, verdi, ocra.

Orr ci invita ad entrare, a causa delle modestissime dimensioni delle opere che obbligano ad avvicinarsi fino a sfiorare i quadri, all’interno di mondi inquietanti nella loro apparente serenità. Come fuoriusciti da un tempo e uno spazio che, forse, non esistono più, o che, meglio, non sono mai esistiti, piccoli universi punteggiano le pareti della galleria, richiami verso un’esistenza diversa dalla realtà circostante.

Orr ci spinge ad affrontare una riflessione sul vuoto, che l’artista scozzese rimarca in ogni quadro con improvvise sfumature chiarissime, delle presenze fondamentali che aleggiano sulle persone ritratte.

L’attenzione che riponiamo nello scrutare, come al microscopio, i cosmi limitati entro i margini del quadro, ci obbliga a dare una consistenza all’inquietudine provocata da questi sprazzi di vuoto, a subire una realtà vera, eppure così distorta da sembrare impossibile. Si esce così dalla galleria con un senso di turbamento profondo ma assolutamente fruttifero.

Il libro a corredo della mostra, edito da TIM NYE, del 2008, è un piccolo oggetto emozionante, costruito come un meccanismo ludico: ogni componente è ben separata e definita, come costruita per avere vita propria. La sovracoperta è un grande foglio di lucido ripiegato, che forma una tasca che accoglie il manifesto della mostra, anch’esso piegato per mostrare solo l’illustrazione, seminascosta dal lucido. La copertina, di stoffa grigia, racchiude, internamente, tre allegati, che costruiscono una struttura per parti separate, evidenziate da formati di pagina differenti, rilegati con i sedicesimi a vista: un estratto dai viaggi del Barone di Munchausen, un saggio di Caoimhìn Mac Giolla Léith e le tavole dei lavori di Orr dal 2003 al 2008.

speciedilibri@gmail.com

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