specie di libri #13: Plants & Architectures

by diego terna

Alla Biennale di Architettura di Venezia del 2008, il padiglione giapponese è servito da sfondo ai minuti disegni di Junia Ishigami, che hanno ricoperto totalmente le pareti bianche dell’edificio, dando vita a un mondo poetico di incredibile complessità.

Un estratto di quei disegni si può trovare in un altrettanto minuscolo libro, intitolato Plants & Architectures, stampato da Kano Printing e uscito in concomitanza con l’apertura della Biennale.

Il tema principale, come da titolo, è il rapporto instaurato tra specie vegetali e architettura, un rapporto rivisto sotto una luce nuova, che pone gli elementi verdi allo stesso livello fisico di tutti gli altri elementi -statici, funzionali, materiali- che compongono l’architettura.

Ma il punto chiave del progetto editoriale non si trova in questa nuova definizione del verde, bensì nella produzione grafica dell’architetto giapponese. Ogni disegno presente nelle poche pagine del libretto apre la visione a un cosmo ben definito, seppur tratteggiato, nei tremolanti schizzi di Ishigami. In ognuno di questi piccoli universi, si apre un tema architettonico che ha, in potenza, dei margini di approfondimento stupefacenti.

E’ necessario, almeno per un attimo, astrarre la grafia dei progetti dai ricchi rimandi e dalle citazioni, più o meno dichiarati, ai maestri di Ishigami, Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, assolutamente rilevanti nel suo lavoro: si scoprono, allora, degli immaginari che riescono, con pochi tratti e altrettante parole, a definire i limiti di spazi di assoluto interesse.

I disegni non hanno necessità di cercare la verosimiglianza, ma quasi si rifanno a composizioni grafiche medievali, dove l’accento non è sul corretto delineamento della prospettiva, ma sulle caratteristiche diagrammatiche di ciò che viene rappresentato. In questa maniera Ishigami riesce a svolgere un racconto in cui l’architettura è pienamente presente; il disegno, cioè, non si offre come surrogato dell’architettura, ma ne delinea i suoi tratti fondamentali, ampliandone, data la natura basica del disegno stesso, le sue caratteristiche.

La frase che chiude il libro è una dichiarazione di Ishigami, che riesce a rendere ovvio il risultato raggiunto dal libro:

I produced this book in conviction that some new vision might come into clearer focus by laying out various different “realities” across the board.

speciedilibri@gmail.com

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